VBSS.002

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di Vanessa Beecroft

 

Orari di apertura

Martedì – venerdì dalle 9.00 alle 17.00
Sabato dalle 10.00 alle 21.00
Domenica dalle 10.00 alle 18.00
La biglietteria chiude un’ora prima.
Chiuso tutti i lunedì non festivi.

 

Nel 2005 Vanessa Beecroft ha visitato la Diocesi di Rumbek nel Sud Sudan tre volte, ospite del Vescovo Cesare Mazzolari. Il primo giorno della sua visita nel mese di novembre, si è ritrovata ad allattare tre infanti all’orfanotrofio locale e da allora, per tutto il periodo della visita, ha trascorso la maggior parte del tempo in quel luogo.

L’orfanotrofio è parte dell’istituzione delle Sorelle di Santa Teresa e non ammette alcun tipo di documentazione fotografica al suo interno. Durante la sua seconda e terza visita, Vanessa ha chiesto l’autorizzazione al Vescovo di utilizzare la Cattedrale come uno studio e ha ritratto se stessa nel gesto di allattare due gemelli: Madit e Mongor.

Si è ritratta come una Madonna Bianca nell’atto di sfamare due infanti neri.

L’immagine proviene da un repertorio reale, documentario, è un fatto realmente avvenuto, ma è anche simbolo di una contraddizione implicita nel processo di neo-colonizzazione da parte delle istituzioni religiose nei paesi sottosviluppati.

L’icona si riferisce a un’immagine religiosa, quella della Madonna, una Madonna con due gemelli neri anziché un bambino bianco. Si tratta di un simbolo da una parte di colonizzazione, violenza etnica, e predominanza, dall’altra emblema di amore e congiunzione tra tutti i popoli, puro e istintivo come l’amore materno.

Durante queste visite in Sudan la Beecroft ha portato con sé un videomaker che ha ripreso senza precise indicazioni celebrazioni Cattoliche, il Natale, la Pasqua, la messa, il battesimo; madri con figli e momenti al campo di pascolo delle mucche, risorsa principale dell’economia familiare nel Sudan rurale.  Queste riprese non hanno una qualità estetica, ma sono assemblate secondo un ordine specifico: Chiesa, Paesaggio e Popolazione prima dell’evangelizzazione. La giustapposizione di queste tre immagini determina, in una prospettiva dialettica, il messaggio che l’opera vuole comunicare.

Nella basilica di San Salvatore, all’interno del complesso di Santa Giulia, l’opera si staglia come una pala d’altare al centro dell’abside della grande navata; nello spazio dedicato al sacro, in corrispondenza della sottostante cripta che in età altomedievale ospitava le reliquie di santi e martiri, la figura femminile accoglie tra le sue braccia i due gemelli come una Madonna della carità, il cui potere di accogliere è accresciuto dalla sacralità del luogo. 

Vanessa Beecroft nasce a Genova nel 1969 e si laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Verso la fine degli anni Novanta si trasferisce a New York e ora vive e lavora a Los Angeles, California. La sua produzione artistica è improntata alla costruzione dei tableau vivant che sviluppano tematiche riguardanti la donna, il corpo femminile e il suo interagire con la moda e la società attuale. In America ha iniziato ad affrontare anche questioni riguardanti il razzismo e altre importanti problematiche sociali.

 

Basilica di San Salvatore,
dal 2 maggio all’8 settembre.

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