L’invenzione del femminile

Mo.Ca. – Via Moretto 78, Brescia 

7 marzo – 4 giugno 

Marcella Campagnano (1941), si forma e studia Pittura all’Accademia di Brera a Milano, negli anni ’60. Negli stessi anni assume anche la fotografia come strumento di indagine, sviluppando il suo lavoro in modo singolare entro il contesto più ampio della pratica femminista dei primi anni ’70.

Nel 1974, con l’apporto di alcune amiche del suo gruppo di autocoscienza e del Collettivo femminista di Via Cherubini, mette in scena i diversi RUOLI imposti dal sociale alla figura femminile, trasformando il soggiorno di casa sua in un temporaneo, improvvisato set fotografico.

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Appeso un pezzo di moquette grigia a una parete, la macchina fotografica fissa sul cavalletto, due sole lampade rivolte al soffitto per ottenere luce diffusa, uno specchio per controllare la propria immagine prima dello scatto, registra uno scanzonato e ironico gioco di travestimenti che è un atto di presa di coscienza e riflessione sull’improbabile identità femminile. Ne nasce la serie “L’Invenzione del Femminile: RUOLI “, una delle più acute intuizioni e dei più significativi lavori sull’identità e relativa rappresentazione, nella ricerca artistica degli anni ’70 e nell’arte dell’Avanguardia Femminista. Successivamente Marcella Campagnano riprende a lavorare su “L’Invenzione del Femminile” con il ciclo REGALITA’ in cui le amiche ritratte indossano abiti confezionati dall’artista con materiali poveri o di riciclo, che alludono a lontane figure regali. Il gioco delle rappresentazioni prende così le forme di un libero omaggio ai grandi protagonisti della storia della pittura e, travalicando il sogno stereotipico infantile della principessa, diventa potente affermazione dell’originaria “regalità” delle donne che, come scrive Marcella Campagnano, “affonda le radici nei miti delle Dee Madri e che è, per tradizione, di origine divina”.