Passages_Privates

Accademia di Belle arti di Santa Giulia c/o Associazione Amici della Fondazione civiltà bresciana – vicolo S.Giuseppe 5, Brescia 

7 marzo – 16 marzo 

Poche cose come una serie di fotografie riescono esprimere la tensione, fondamentale nella vita di ogni persona, tra la piena coscienza dell’istante e la vocazione a continuare il percorso.

Lucia Coltamai_People_Accademia di Belle Arti Santa Giulia

La singola immagine che fissa l’istante interseca molti sguardi, è un incrocio di storie che viaggiano al nostro interno. Quando si guardano delle fotografie, sia che ci riguardino direttamente, sia che ci mostrino qualcosa di totalmente altro da noi, può accadere di percepire un appello. «Un appello rivolto all’osservatore, che gli chiede di raccontare o di immaginare cosa si potrebbe raccontare a partire da queste fotografie». «Non si sa in che contesto si trovi la persona raffigurata, di che paesaggio si tratti. È la Francia meridionale o l’Italia? Non si sa. E bisogna iniziare a pensare per ipotesi. Seguendo questa strada si giunge inevitabilmente alla finzione e al racconto» [W.G. Sebald].

Tale vocazione al racconto inevitabilmente si nutre non solo di quanto ci pare essere noto in quanto vediamo, ma anche da misteriose corrispondenze che vediamo tra forme, particolari, luci e colori che non ci capita mai di notare e intrecciare nella realtà. È la coscienza della pregnanza dell’istante.

Nel momento in cui ci troviamo di fronte a immagini disposte in un certo ordine, ci disponiamo a escludere molte possibilità offerte dal singolo istante per costruire relazioni tra quelle che ci appaiono le tappe di un percorso. È a questo punto che percepiamo una tensione, una contrapposizione ‘ortogonale’ tra la contemplazione statica e il naturale impulso al cammino. E forse allora capiamo che è quello che ci accade costantemente, che quella tensione è fondamentalmente la vita.

Di questa contrapposizione è figlia la selezione di immagini in mostra, le quali sono state concepite e realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia, non come specifici punti d’arrivo ma come tappe di un percorso d’esame o formativo. In questo senso sono dei passages. Ma sono anche dei privates, in quanto riflesso – privato che diviene pubblico – del desiderio di trovare una relazione fra l’interiorità e la realtà.

Il nostro invito è quello di incrociare i loro sguardi e di accompagnarli nel viaggio.